Nel cuore della Val d’Orsigna, un trail speciale, immerso nella natura e nella spiritualità, dedicato a uno degli scrittori che più amiamo: Tiziano Terzani.
Partiamo da Pracchia, e subito la salita ci porta dentro il cuore verde dell’Appennino. La destinazione è speciale: Orsigna, il piccolo borgo che Terzani scelse come rifugio negli ultimi anni della sua vita. Lo chiamava il suo “piccolo Tibet”, e ancora oggi si percepisce quella stessa energia silenziosa e profonda che lo spinse a mettere qui radici, dopo tanto girovagare.
Attraversiamo il paese passando per l’ecomuseo del molino di Giamba, e nei negozietti locali ci accolgono i libri di Tiziano e del figlio Folco, come piccole lanterne accese per chi cerca uno sguardo diverso sul mondo.
Poco più avanti, da Casa Cucciani, imbocchiamo il sentiero di Tiziano, che sale nel bosco, fino a raggiungere il cuore spirituale di questo percorso: l’Albero con gli Occhi.
Un cartello discreto ci invita a oltrepassare una siepe. Oltre, si apre uno spiazzo erboso e quieto. Al centro si erge un vecchio ciliegio, semplice ma potente. Sui suoi rami: occhi dipinti, bandiere tibetane, biglietti, oggetti lasciati da viandanti e pellegrini laici. Attorno, cumuli di pietre alla maniera orientale. È un luogo che invita naturalmente alla presenza, al raccoglimento.
Le origini dell’Albero con gli Occhi :
Fu Tiziano Terzani ad appenderci i primi occhi, durante una passeggiata con il nipotino nel bosco dove amava meditare. Gli occhi – portafortuna acquistati durante un viaggio in India – furono per lui un modo semplice e poetico per trasmettere un insegnamento:
“Attaccai a un albero degli occhi: così imparava che la natura ci guarda. Che ogni cosa ha un’anima. Che bisogna avere rispetto.”
(Un altro giro di giostra)
Oggi, l’Albero con gli Occhi è diventato un santuario laico, meta silenziosa di camminatori, ciclisti e lettori di Terzani che si fermano qui per meditare, scrivere un pensiero, o semplicemente ascoltare il respiro della Foresta del Teso, l’ottava foresta più estesa d’Italia. Anche noi ci fermiamo in silenzio. Di fronte, il profilo della Pedata del Diavolo (1662 m) e del Monte Gennaio (1810 mt). Più in basso, si intravede Orsigna, unica traccia umana in un paesaggio che sembra custodire secoli di quiete.
Il trail prosegue poi su una splendida e lunghissima pista forestale fino al Rifugio Cai “ Portafranca”, e da lì chiudiamo l’anello attraversando la Foresta del Teso e la località di Pratorsi, un tempo stazione sciistica, oggi luogo sospeso tra i ricordi e la natura che si riprende i suoi spazi.
Questo trail è molto più di un’escursione: è un viaggio interiore, un omaggio a Tiziano, e forse anche un’occasione per guardare il mondo, e noi stessi, con occhi nuovi.
“Alla fine, il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.”
— T. Terzani